Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: I, 9.4, pp. 217-218
Data: 1459
Luogo: Venosa, Puglia, Trani, Barletta, Andria
Testo:

Hanc sibi urbem [Venusiam] Ioannes Antonius si potiretur, ea belli arcem atque horreum propter opportunitatem destinaverat, agrum huberem pabulique maxime feracem, pascendis quis aptissimum ratus. Urbs ipsa, in mediterraneis ac natura etiam munito loco sita, totius regionis caput erat atque ut in omnem Apuliam, quae ad montes iacet quaeque Regi parebat, discursiones facile promittebat, sic urbes agrosque Tarentino subiectos a tergo claudens tuebatur, nequid hostile inferri ab Rege posset. Adhaec Tranensium inde ac Barolitanorum res in primisque Francisci  Andriensis Ducis facile se assiduis impressionibus afflicturum finitimosqu alios tum populos, tum regulos dolo, vi, metu pollicitationibus, minis ob loci opportunitatem in partis suas tracturum sperabat.

Traduzione:

Se Giovanni Antonio si fosse impadronito di questa città [Venosa], l’avrebbe destinata a roccaforte di guerra e a granaio per la sua posizione strategica, per la fertilità del suolo, per la floridezza dei prati, che riteneva adattissimi al pascolo dei cavalli. Questa città situata in una zona lontana dal mare e posta per di più in un luogo protetto per natura, era il capoluogo di tutta la regione e come da una parte permetteva facili scorrerie in tutta la Puglia, che si stende alle falde dei monti ed è sottoposta interamente al re, così dall’altra parte chiudendole alle spalle proteggeva le città e le terre soggette al principe di Taranto, in modo che il re non poteva farvi alcun assalto. Oltre a ciò di lì sperava di danneggiare facilmente con frequenti scorrerie i possedimenti di Trani e quelli di Barletta e soprattutto di Francesco, duca di Andria, e grazie alla posizione strategica del luogo, di tirare dalla sua parte con inganni, violenza e intimidazioni, oltre che con promesse e minacce sia le altre popolazioni confinanti, sia i baroni.

Note:




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