Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VIII, 79-81, pp. 208-209.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Matera
Testo:

VIII.79 Abest ab ea Matera milia passuum XII. Oppidum est populosum et opulentum agrique maxime fertilis. Pars eius sita est in duabus profundis vallibus, pars vero in locis editis ipsis tamen vallibus imminentibus. Quae res praebet incolis causam ut, quotiens eis placet, vallium habitatores quandam stellati caeli speciem e superis locis tuentibus ostendant1. Id autem fit hoc pacto.

VIII.80 Ante solis occasum praeconis voce iubet praetor ut unaquaeque familia eorum qui habitant vel in imis vel in lateribus vallium sua parent lumina eaque primis tenebris ante aedem quisque suam extemplo collocet. Constituta itaque hora, audito signo, vides cunctos sua edere lumina. Quamprimum videris tibi videre sub pedibus cum suis sideribus caelum.

VIII.81 Tam speciosa miracula ubi mihi, imperio eorum qui gerebant in ea civitate magistratus, ostensa sunt, videre mihi visus sum septentriones Hiadas, Plyadas Gnosiamque ardentem coronam atque aliarum multarum stellarum species, quarum nomina sunt apud caeli claros spectatores celeberrima. Pulcherrimum profecto fuit id visu spectaculum, qualia pauca in omni vita mea vidisse me fateor. Est autem Matera episcopali sede ornata civitas.

Traduzione:

VIII.79 Matera dista da quella [Laterza] dodici miglia. È una città popolosa, ricca e il suo territorio è particolarmente fertile. Una parte di essa è situata in due profonde valli, una parte invece in luoghi alti che sovrastano le valli. Questa conformazione offre la possibilità agli abitanti delle valli, ogni volta che lo desiderano, di mostrare l’aspetto del cielo stellato agli osservatori che si trovano nei luoghi più alti. Ciò accade in questo modo.

VIII.80 Prima del tramonto del sole, il capitano ordina con l’annuncio del banditore che ciascuna famiglia, tra quelle che abitano nelle profondità o sui fianchi delle valli, mostri le proprie luci e che ciascuno, al calare delle tenebre, le collochi immediatamente davanti alla propria abitazione. E così, giunta l’ora, ascoltato il segnale, si vedono tutti accendere le proprie luci. Quanto prima sembrerà di vedere sotto i piedi il cielo con le sue stelle.

VIII.81 Quando, per ordine di quelli che esercitavano le magistrature in quella città, mi furono mostrati questi meravigliosi spettacoli, mi sembrò di vedere le costellazioni del Nord, le Iadi, le Pleiadi, la spendente Corona Gnosia2 e l’aspetto di molte altre stelle, i cui nomi sono molto famosi presso i celebri osservatori del cielo. È stato davvero un bellissimo spettacolo a vedersi, come pochi credo di aver visto in tutta la mia vita. Matera è poi una città nobilitata dalla sede episcopale3.

Note:

1 Ranzano definisce valles quelli che in realtà sono i Sassi di Matera.

2 La Corona di Gnosia è la Corona Boreale, costellazione dell’emisfero nord.

3 Per la diffusione di questo brano si rinvia a: Dti, n. 85, p. 209.






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