Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VIII, 62-63, pp. 203-204.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Crotone, Torbido
Testo:

VIII.63 Fuit autem civitas rei bellicae peritissima, quae maximam exercendis athletis operam dedit. In unius igitur Olympiadis ludis saepe viri qui coeteros superaverunt Crotoniatae fuere omnes. Plurimos ergo Olympiacos, id est ad Olympia victores, habuit, quanquam haud multo post tempore habitata perseveravit. Id quor florentissimae acciderit civitati paucissimis dicendum.

VIII.64 In ripa Sagrae fluminis, cuius supra mentio habita est, sitae erant Castoris et Pollucis arae. Ad eas convenit exercitus X milia Locrorum, qui una cum Rheginis adversus Crotoniatas bella cruenta gerebant. Eodem autem convenere copiae Crotoniatarum, quarum numerus fuit centum et XXX milia. Collato igitur Marte, Locrorum ac Reginorum victoria fuit. Quo vero die proelium commissum est, mirabile dictu, existentibus ad Olympia nunciatus est is belli eventus. Hanc autem ipsam cladem constat extitisse causam Crotoniatis ne diu eorum robur ulterius perseveraret, tantus fuit numerus suorum civium qui eo certamine cecidere.

Traduzione:

VIII.63 Fu poi una città straordinariamente esperta nell’arte militare, che dedicò il massimo impegno nell’addestramento degli atleti. Nei giochi di una sola Olimpiade, infatti, spesso gli uomini che riuscivano a vincere sugli altri erano tutti Crotoniati. Ebbe dunque molti olimpici, cioè vincitori ad Olimpia, sebbene non continuò ad essere abitata a lungo. Si deve spiegare brevemente perché accadde a questo ad una città così rigogliosa.

VIII.64  Sulle rive del fiume Sagra1, di cui si è fatto cenno sopra2, erano situati gli altari di Castore e Polluce. Presso di essi si radunò un esercito di diecimila Locresi, che insieme con i Reggini condussero una guerra sanguinosa contro i Crotoniati. Giunsero in quel luogo le truppe dei Crotoniati, in numero di centotrentamila. Nello scontro armato vinsero i Locresi e i Reggini. Ma in quel giorno in cui si svolse la battaglia, incredibile a dirsi, a coloro che si trovavano ad Olimpia fu annunciato l’esito della guerra. È chiaro che la stessa sconfitta fu la causa per cui la forza dei Crotoniati non poté durare a lungo, tanto grande fu il numero dei suoi cittadini che morirono in quella battaglia3.

Note:

1 Il fiume Sagra potrebbe essere identificato con l’odierno Torbido. 

2 Il riferimento è a VIII, 38 (Dti, p. 196). 

3 La battaglia tra Locri e Crotone fu combattuta nella prima metà del VI secolo presso il fiume Sagra.





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