Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VIII, 25-27, p. 192
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Scilla, Capo Peloro
Testo:

VIII.25 A Peloro, unde a Sicilia in Brutiam est traiectus brevissimus, navigavi ego Scylleum quo, visis quae circa sunt locis, tandem intelligerem verane an maius esset fama qua Siciliam Italiae partem aliquando fuisse et ab ea postea disiunctam nostrae memoriae proditum est. Itaque ubi cuncta pervestigavi, facile mihi persuasi proponendum esse pro certo quod antiquissimi ea de re scriptum reliquere. VIII.26 Nanque praealtae illae atque praecipites, Scylleo marique proximo imminentes, rupes visae sunt indicare Siciliam fuisse ab Italia terrae magno aliquo motu disruptam. Erat enim ea Italiae pars Chersonesus, cuius isthmo abrupto marique abscripto, insula remansit. Ex ipsius vero insulae parte consideranti mihi primum terrae humilitatem, deinde arenas per loca Peloro vicina passim iacentes, visum est cursum recursumque maris fuisse causam qua ab Italia sua haec pars disiungeretur. VIII.27 Tentavi praeterea fretum quod inter Pelorum Scylleumque interiacet. Quod ubi est a me factum, aliud occurrit argumentum quo adductus sum ad credendum, partim movente terra, partim vi currentis recurrentisque maris, factam fuisse locorum horum divisionem. Nanque multis in locis, plumbeo triginta librarum in mare iacto perpendiculo, quo tactae sunt imae aquarum sedes, modica et quae manifeste indicaret isthmi eum fuisse aliquando locum, maris altitudo comperta est. Nusquam enim in mediis praesertim locis octoginta passus altitudo ipsa excessit. 

Traduzione:

VIII.25 Dal Peloro, da cui il tratto dalla Sicilia al Bruzio è brevissimo, navigai verso Scilla, affinché, visti i luoghi che si trovano intorno, potessi infine capire se fosse vera o esagerata la notizia secondo cui la Sicilia sia stata un tempo parte dell’Italia e si sia poi staccata da essa, come è stato tramandato. E così, dopo aver esaminato ogni aspetto, mi convinsi facilmente che fosse da ritenere certo ciò che gli scrittori più antichi hanno lasciato scritto sulla questione. VIII.26 E infatti quelle altissime e scoscese scogliere, che sovrastano su Scilla e sul mare vicino, sembrano indicare che la Sicilia si fosse staccata dall’Italia a causa di un grande terremoto. Infatti quella parte dell’Italia era una penisola, il cui istmo, strappato e allontanato dal mare, rimase un’isola. Considerando in questa parte dell’isola innanzitutto la bassa terra e poi le spiagge che si trovano ovunque nei luoghi vicini al Peloro, mi sembrò che il flusso e riflusso del mare fosse la causa per cui questa zona si separò dall’Italia. VIII.27  Poi, esplorai lo stretto che si trova tra il Peloro e Scilla. Compiuta questa indagine, emerse un’altra prova per cui fui spinto a credere che avvenne la divisione di questi luoghi, in parte causata dal movimento della terra e in parte dai flussi e riflussi marini. Infatti, in molti punti, lanciato in mare un filo a piombo di trenta libbre, con cui furono toccate le zone più profonde delle acque, si scoprì una modesta profondità del mare, che indica chiaramente che quel luogo fosse stato un tempo il punto dell’istmo. Infatti in nessun punto, soprattutto in quelli centrali, la profondità superava gli ottanta passi1.

Note:

1 Sull’esperimento condotto dal Ranzano sullo Stretto di Messina si rinvia a: Dti, Introduzione, pp. 36-37.







CATEGORIE
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Mari
EVENTI NATURALITerremoti
EVENTI NATURALIMaree
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Territori, regioni e provinceCaratteristiche geologiche e topografiche
SOCIETÀVita EconomicaMonetazione