Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XV, 19, pp. 70-73.
Data: 1507-1511
Luogo: Lecce
Testo:

Urbs altis et perpulchris muris et turribus ex dolato et quadrato lapide et levigato (nam illi lapides et secari et levigari patiuntur) antemurali et fossis satis altis cingitur. Antiquorum murorum nulla videntur super terram vestigia. Haec munimenta quondam tutissima fuere; nunc reperto bombardarum usu, nihil potest tanto turbini resistere, praesertim quod eo tempore, quo muri constructi sunt, non erat bombardarum usus, sed scalis et pusillis quibusdam machinamentis urbes oppugnabantur.

 

Traduzione:

La città è cinta da alte e bellissime mura e da torri di pietra squadrata e lavorata, da un contrafforte tutto levigato – infatti la pietra leccese si presta facilmente ai lavori di taglio e di levigatura –, e da un fossato sufficientemente profondo. Non vi è nessun resto visibile delle antiche mura. Queste fortificazioni un tempo costituivano un sicurissimo strumento di difesa; ora, dopo la scoperta della polvere da sparo e l’uso delle bombarde, non vi è nulla che sia in grado di opporsi a quel turbine, soprattutto perché, quando fu eretta quella cinta muraria, le bombarde erano del tutto sconosciute e si utilizzavano, per assediare le città, le scale e talune fragili macchine da guerra.

Note:





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