Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XV, 5, pp. 66-67.
Data: 1200 a.C.
Luogo: Lecce
Testo:

Hanc urbem antiquissimam atque amplissimam fuisse, quae sub terra sunt demonstrant arcus, cuniculi, fornices et vasta fundamenta aedificiorum, sed non perpolita. Nondum enim Graecia aut philosophiam aut architecturam aut alias artes egregias, quas posteas invenit, noverat; scilicet arma magis Lictius Idomeneus, quam litteras aut architecturam noverat. Haec omnia illo dominante aut ante illum sub Iapygibus antiquis aut sub Mallenio, urbis conditore, facta fuisse coniicio.

Traduzione:

Che questa città vanti una fondazione antichissima e fosse assai estesa lo rivelano gli archi, i cunicoli, le volte e le strutture portanti poderose, ma non elegantemente rifinite, degli edifici che si trovano sotto terra. La Grecia infatti non aveva ancora scoperto la filosofia o l’architettura o le altre belle arti, che in seguito rinvenne e praticò; voglio dire che Licio Idomeneo aveva appreso più a maneggiar le armi che ad aver dimestichezza con le lettere o l’architettura. Credo infatti che queste costruzioni risalgano all’epoca in cui egli governava la città, oppure, prima di lui, ai tempi degli Iapigi o di Mallenio, il fondatore di Lecce1.

Note:

1 Idomeneo, re di Creta e nipote di Minosse, dopo aver partecipato alla guerra di Troia, si stabilì nel Salento, dove sconfisse il leggendario fondatore di Lecce, Dauno, divenendo re.  



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