Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XIII, 11, pp. 62-63.
Data: 1507-1511
Luogo: abbazia di Santa Maria di Cerrate
Testo:

Ab hoc loco distat V milibus passuum nobile quondam coenobium ordinis magni Basilii, quod de Ceratis dicitur, conditum a Tancredo Normano, Lupiarum comite, et ditatum magnis possessionibus, ubi Graecorum monachorum coetus morabatur. Nunc pene desertum est monasterium, ut et caetera omnia quae in potestate principum sacerdotum devenerunt.

Traduzione:

Da questa località [Valesio] dista cinque miglia un nobile cenobio dell’ordine di Basilio il Grande, detto di Cerrate, fondato da Tancredi il Normanno, conte di Lecce, e arricchito di molti possedimenti, dove dimorava una comunità di monaci greci. Ora il monastero è pressoché deserto, così come tutto quanto cadde sotto la giurisdizione dei principi dei sacerdoti1.

Note:

1 L'abbazia di Santa Maria a Cerrate per molto tempo si è ritenuta fondata verso la fine del XII secolo da Tancredi di Altavilla (1138-1194), ma, secondo le ultime ricerche, la sua fondazione viene fatta risalire al tempo di Boemondo di Altavilla (1051/1058-1111), figlio di Roberto il Guiscardo. Il cenobio era abitato da monaci greci, seguaci della dottrina di San Basilio Magno, che ripararono nel Salento per sfuggire alle persecuzioni turche a Bisanzio. 



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