Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XIII, 8-9, pp. 60-63.
Data: 1507-1511
Luogo: Valesio, Trepuzzi
Testo:

XIII.8 Urbs haec a mari tribus milibus passuum abest. In hoc spacio multa reperta sunt sepulchra ex albo marmore. Cum essem in villula mea, quae ab hoc loco distat sex milibus passuum, rusticus quidam dum puteum foderet, invenit quasdam tabellas candidissimi marmoris. Statim accersivit me.

XIII.9 Ego, non sine magna rusticorum manu, huc me contuli. Invenimus innumera coctilia et tabellas marmoreas et varia vasculorum genera: visa sunt mihi opera non ignavi artificis nec pauperis domini. Thermae enim erant sumptuosissimi operis. Hoc mirum est: ita omnia terra operuerat, ut nihil videri super terram posset, quamvis solum saepe aratris et rastris verteretur. Haec extra urbis dirutae muros circiter quingentis passibus aberant.

Traduzione:

XIII.8 Questa città dista dal mare tre miglia. In quest’area sono state trovate molte tombe di marmo bianco. Soggiornavo nella mia villetta1, lontana sei miglia da questa località, quando un contadino, mentre scavava un pozzo, scoprì alcune tavolette di candidissimo marmo; subito venne da me.

XIII.9 Io, dopo aver radunato un manipolo di contadini, me li portai sul luogo del ritrovamento. Rinvenimmo un numero indefinito di cocci e tavolette di marmo e piccoli vasi di fattura greca di diverse fogge: mi sembrarono opere di un artista di un certo valore e appartenute ad un signore non certo povero. Si trattava infatti di una costruzione, un edificio termale, assai costosa e di gran lusso. Ciò è davvero straordinario: la terra aveva ricoperto ogni cosa in modo tale che la superficie del terreno non lasciasse trasparire nulla, nonostante il suolo venisse frequentemente rimosso da aratri e zappe. Questi reperti furono scoperti all’esterno della cinta muraria della città distrutta da cui erano distanti all’incirca cinquecento passi.

Note:

1 Galateo si riferisce qui alla sua villa a Trepuzzi, vicino Lecce. 






CATEGORIE
ANTIQUITATESArcheologiaSepolcri e monumenti funebri
ANTIQUITATESArcheologiaManufatti
ARTE E ARCHITETTURAInfrastruttureStrutture termali
ANTIQUITATESArcheologiaRovine