Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XI, 16-17, pp. 54-55.
Data: 1507-1511
Luogo: Brindisi
Testo:

 XI.16 Sed qualis fuerit Guidonis temporibus, illius haec verba demonstrant: «Et post has antiquior cunctarumque nobilior Brundusium, in quo ecclesia sancti pontificis et confessoris Christi Leucii, egregio opere constructa, ubi et requievit, cernitur. Hanc urbem Romualdus, Beneventanorum princeps, cum Tarento simul cepit et diruit, simul quoque et caeteras civitates Salentinae regionis, eo quod exercitus Romanorum ab urbe Constantinopolitana missos, susciperent et devotae orientali aulae aut antiquitus, dum Longobardorum gens divina missione Italiam infestaret, parerent». 

XI.17  Haec verba, Spinelle, maximum perhibent testimonium integritartis et fidei illius regionis, quae non nisi veris imperatoribus parere solita est. 

Traduzione:

XI.16 Ma quale fosse nel medioevo, all’epoca in cui scrive Guidone, si ricava dalle parole di costui: «E dopo queste viene la città più antica e nobile di tutte, Brindisi, ove è possibile ammirare la magnifica costruzione della chiesa dedicata al santo pontefice e confessore di Cristo Leucio, il cui corpo là riposa. Romualdo, principe di Benevento, conquistò e distrusse la città, così come fece con Taranto e con altri centri del Salento, poiché avevano accolto gli eserciti romani inviati da Costantinopoli e avevano continuato a riconoscere l’autorità della corte orientale, alla quale ubbidivano come nei tempi antichi, mentre i Longobardi infestavano, per volontà divina, l’Italia»1.

XI.17 Queste parole, Spinelli, costituiscono un'ulteriore e assai significativa testimonianza dell'integrità e della fedeltà di quella regione, la quale è abituata ad obbedire solo ai suoi sovrani legittimi. 

Note:

1 Guid., Geogr., 27. 




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