Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: XI, 4-5, pp. 50-53.
Data: 1507-1511
Luogo: porto di Brindisi
Testo:

XI.4 In intima sinus parte fretum est, quod turribus et cathena clausum diximus. Hoc ostium quondam altissimum erat et quibuscunque quamvis magnis navibus permeabilis. Ioannes Antonius, in bello quod inter Alfonsum et Venetos gestum est, timens ne urbs in Venetorum seu in Alfonsi potestatem deveniret, onerariam navem ingentibus onustam lapidibus in ipso ore demersit atque ita ostium obstruxit, ut nunc non nisi parvis navibus et biremibus et triremibus pateat.

XI.5 Ferdinandus et Alfonsus saepe conati sunt ostium effodere, sed ab incepto destiterunt. Puto quod fluxus et refluxus maris, qui non ut Tarenti vehementissimus est, multas arenas super lapides et navigium congessit. Durato per tot annos alveo, non nisi magno et sumptu et labore perfodi posset.

Traduzione:

XI.4 Questo, nella parte più interna, si restringe creando uno stretto passaggio, dove sono poste le torri e la catena che lo chiude. L’accesso un tempo era assai profondo e poteva essere attraversato anche dalle grandi navi. Giovanni Antonio1, nel corso della guerra combattuta contro Alfonso e Venezia, temendo che Alfonso o i Veneziani potessero impadronirsi della città, fece affondare in quell’imboccatura una nave oneraria, colma di enormi massi, ostruendo così l’ingresso che, ora, consente il passaggio solo alle imbarcazioni di piccole dimensioni, sia a due che a tre ordini di remi.

XI.5 Ferrante e Alfonso hanno più volte tentato di rimuovere l’ostruzione [del porto di Brindisi], ma hanno desistito dall’impresa. Secondo me il movimento legato alle maree, che qui non è così violento, come invece a Taranto, ha favorito la formazione di concrezioni sabbiose sui massi e la nave sommersi. Col tempo queste si sono indurite e non potrebbero essere eliminate senza un grosso onere finanziario e un cospicuo impiego di manodopera. 

 

Note:

1 Giovanni Antonio Orsini-Del Balzo (m. 1463) operò una ostruzione del canale di ingresso del porto al fine di difenderlo dagli attacchi dei Veneziani. Le attività di sgombro del canale iniziarono dal 1775, sotto il re Ferdinando IV di Borbone. 






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