Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI, 168-169, p. 178.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Salerno
Testo:

VI.168 Ipsa civitas tulit aliquando viros summo praestantes ingenio qui, philosophiae medicaeque arti inservientes, magnam sibi et patriae gloriam comparaverunt.

VI. 169 Salernitanus fuit ille Bartolomaeus Salvagius qui grande atque mirabile Pandectarum opus medicis utilissimum composuit. Ad auctoris tam clari operis laudem atque ad multorum utilitatem mortalium Neapoli fecit ipsum emendatissime pulcherrimisque literarum vetustarum characteribus in primis Angelus Supinas Beneventanus, philosophus et ipse ac medicus praestantissimus, vir profecto tanta praeditus una cum aliis multis virtutibus humanitate, quantam vix unquam in homine medico viderim. 

Traduzione:

VI.168 La stessa città ha dato un tempo uomini eccellenti per l’alto ingegno, che, dedicandosi alla filosofia e alla medicina, procurarono una grande gloria a sé stessi e alla patria.

VI.169 Fu salernitano quel famoso Bartolomeo Silvatico, che compose la grande e ammirevole opera delle Pandette, utilissima per i medici. Per elogiare l'opera di un uomo lodevole e per l'utilità di molti uomini, la fece pubblicare per la prima volta a Napoli in modo impeccabile e con i caratteri delle lettere antiche Angelo de Supino di Benevento [Angelo Catone], egli stesso filosofo e medico di altissimo livello, uomo certamente dotato, insieme con tante altre virtù, di un'umanità che a stento ho potuto vedere in un medico1

Note:

1 Ranzano probabilmente si riferisce qui a Matteo Silvatico, di cui confonde il nome, chiamandolo Bartolomeo, la cui opera fu pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1474 da Angelo Catone (1430-1496). 




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