Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI, 124, p. 170.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Vesuvio
Testo:

Multis in locis, iis praesertim quae ad mare vergunt, apparent incendiorum quae hic mons olim eructavit vestigia, saxa videlicet combusta atro colore quae per longa spacia longe lateque cernuntur, qualia ego saepe vidi in locis Aetnam montem circumiacentibus inque omnibus ipsius montis lateribus. Eructavit quandoque et cineres incensosque pumices lapillorum magnitudinem nequaquam excedentes, qui campos sibi subiectos longe lateque operuere. Multis in locis ipsi campi usque ad ingentium arborum cacumina ex illis intumuere. Lapillos eos Campani vocitant; magno autem usui sunt fabris caementariis.

Traduzione:

In molti luoghi, specialmente quelli che volgono verso il mare, sono visibili le trecce degli incendi che un tempo questo monte [il Vesuvio] eruttò, cioè pietre bruciate di colore nero che si vedono in lungo e largo da lontano, come quelli che io stesso vidi nei luoghi vicini al monte Etna e su tutti i versanti di questo monte. Talvolta eruttò ceneri e pomici bruciate, mai più grandi di sassolini, che ricoprivano ampiamente i campi sottostanti. In molti luoghi questi stessi campi si innalzavano fino alle cime di alberi enormi a causa di questo materiale. I Campani li chiamano ‘lapilli’ e sono molto utili ai muratori.

 

Note:



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