Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI, 85-86, p. 162.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Crypta Neapolitana, Posillipo
Testo:

VI.85 De Crypta hinc dicendum. Caverna seu spelunca est intra montem cui Pausilippo quondam fuit nomen, effossa ad sexcentos passus planum iter etiam curribus praebens. E superna autem montis parte excisis multifariam fenestris, lumen in ipsam cavernam ante Strabonis aetatem infundebatur. 

VI.86 Progressu tamen temporum omnibus paene fenestris vel natis circa vepribus vel delapsa terra obrutis desiit infundi in ipsam lumen perdiuque admodum obscura remansit. Qua praeterea via per eam fert Neapolim eius fauces adeo ad meam usque aetatem fuerunt obscurae ut maximo essent terrori plerisque ingredientibus. Coeterum Alfonsus rex nostro saeculo principum omnium clarissimus, excisis utrinque rupibus, fauces ipsas fecit latiores. Ea re effectum est ut, maiori lumine in Cryptam se infundente plerunque oriente atque in occasum tendente sole, alterae ipsius fauces videantur ex alteris utque paulisper tota illuminata caverna satis perviam se praebeat iter facientibus.

Traduzione:

VI.85 Sulla Crypta si deve dire questo. È una grotta o caverna che si trova dentro il monte che un tempo era chiamato Posillipo, scavata per seicento passi, che offre un percorso pianeggiante anche per i carri. E dalla parte alta del monte, prima dell’età di Strabone, attraverso delle finestre ricavate in più punti, si riversava la luce in questa grotta1

VI.86. Tuttavia con il passare del tempo, poiché quasi tutte le finestre furono ostruite o a causa dei rovi o della terra franata, la luce cessò di entrare nella Crypta e per molto tempo rimase molto oscura. Inoltre, lungo la via che porta a Napoli, gli ingressi erano tanto bui, fino al mio tempo, da incutere un grandissimo timore a quelli che vi entravano. Il re Alfonso, il più illustre tra tutti i principi nel nostro tempo, recidendo da entrambe le parti le rocce, fece ampliare quegli ingressi. Il risultato di questo fu che, diffondendosi una maggiore luce nella Crypta, soprattutto quando il sole volge a Oriente e Occidente, si possono vedere gli ingressi da un lato all’altro, tanto che per poco tempo tutta la grotta sufficientemente illuminata si rende agevole a coloro che compiono il viaggio2.

Note:

1 La Crypta Neapolitana è una galleria scavata sul tufo di Posillipo nel I secolo a.C. per agevolare le comunicazioni tra Napoli e Pozzuoli. 

2 Il re Alfonso d’Aragona nel 1455 compì il primo restauro conosciuto della Crypta, che portò all’abbassamento del piano stradale.



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