Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI, 46, pp. 153-154.
Data: 740 a.C. circa
Luogo: Cuma, Baia
Testo:

De eis ita dixit Helenus vates apud Virgilium Aeneidos libro III: «Huc ubi delatus Cumaeam accesseris urbem»1. Idemque auctor libro eiusdem operis VI: «Et tandem Euboicis Cumarum allabitur oris»2. ‘Euboicis’ dixit quia Chalcide, quae urbs metropolis fuit olim atque hodie est Euboiae insulae, Necropontus nunc appellatae, ut supra libro < > docui, profecti sunt qui Cumas condidere. Novas enim sedes quaerentes, haud longe a Baiis qui locus a Baio Ulyxis filio illic sepulto nomen, ut ait Servius3, accepit, invenerunt vacuum litus ubi visa muliere gravida urbem posuere.

Traduzione:

Di questa così disse l’indovino Eleno nel III libro dell’Eneide di Virgilio: «Portato qui, giungerai alla città di Cuma». E lo stesso autore nel VI libro della sua opera: «E finalmente si giunge ai lidi euboici di Cuma». Disse ‘Euboici’ perché dalla Calcide, che un tempo fu la città principale e oggi è nell’isola di Eubea, chiamata Necroponto, come dissi sopra nel libro < >, partirono quelli che fondarono Cuma. Infatti, cercando nuove sedi, non lontane da Baia, luogo che, come dice Servio, da Baio, figlio di Ulisse, lì sepolto, prese il nome, trovarono una spiaggia deserta e, vista una donna incinta, fondarono la città. 

Note:

1 Verg., Aen., III 441 . 

2 Verg., Aen., VI, 2. 

3 Serv. Aen., III, 441 e VI, 2. 




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