Scheda opera
Codice opera: DtI
Autore: Pietro Ranzano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-ranzano_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XVI-XV), a c. di A. Di Lorenzo, B. Figliuolo, P. Pontari, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2007
Periodo di composizione: 1474-1492/1493
Genere letterario: Storiografia, Corografia
Traduzione a cura di: Sara Crea
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VI, 10, pp. 144-145.
Data: 1474-1492/1493
Luogo: Campania, Liri, Sora, mar Tirreno, Minturno, Vestina Ceprano,
Testo:

Incipit ea regio a Liris fluvii dextera et in latitudinem extenditur ab eius hostio usque ad Apenini loca unde exoritur. Partem quandam locorum quae sunt hostio ac decursui fluvii huius propinqua tenuerunt olim Ausones, Italiae gens antiquissima, a quibus ipsam Italiam Ausoniam fuisse cognominatam supra ostendi. Supra hos usque Soram oppidum, priscum adhuc retinens nomen, priscis temporibus accoluere Vestini, a qua gente ea Campaniae portio Vestinae vocabulum perdiu tenuit. Per eam tradit Strabo1 Lirim ex Apenino defluere et in mare Inferum ad Fretealas vicum, quae urbs antea nobilis fuerat, deferri. Lucanus quoque ab eo nequaquam dissentiens: «Et umbrosae – inquit – Liris per regna Maricae / Vestinis impulsus aquis»2. Fuit Marica, ut ait Servius3, Fauni uxor quae dea est litoris Minturnensium iuxta Lirim fluvium. Vestinorum metropolis Vestina appellabatur, quam Romani deleverunt ut et Ausonum gentem; sed Vestinorum nomen mansit loco diutius cum Ausonum omnino interierit.

Traduzione:

Quella regione inizia dalla destra del fiume Liri e si estende in larghezza dalla sua foce fino a dove sorge l’Appennino. Un tempo una certa parte dei luoghi che sono vicini alla foce o al decorso di questo fiume fu occupata dagli Ausoni, popolazione antichissima dell’Italia, dai quali ho dimostrato sopra che la stessa Italia fu chiamata Ausonia. Sopra questi fino alla città di Sora, che ancora mantiene l’antico nome, un tempo abitavano i Vestini, dalla cui popolazione quella parte di Campania mantenne per molto tempo il nome di Vestina. Attraverso essa, dice Strabone che il Liri scende dall’Appennino e si getta nel mar Tirreno presso il villaggio di Fregellae4, il quale era stato in passato una nobile città. Anche Lucano, non discordando da quello, dice: «Il Liri, spinto dalle acque dei Vestini, attraverso i regni della verdeggiante Marica». Come dice Servio, Marica fu la moglie di Fauno, che è la dea del litorale di Minturno nei pressi del fiume Liri. La capitale dei Vestini era chiamata Vestina5, ma i Romani la distrussero, così come fecero anche con il popolo degli Ausoni, ma rimase il nome dei Vestini in quel luogo più a lungo, mentre quello degli Ausoni si disperse del tutto.

Note:

1 Str., V, 3, 6.

2 Lucan. II 424-425. 

3 Serv., Aen., VII, 46. 

4 Fregellae, l'odierna Ceprano. Per la forma Fretealas utilizzata da Ranzano si veda: Dti, n. 14, p. 144. 

5 Si tratta forse di Vescia, antica città fondata dalla popolazione degli Aurunci, oggi nei pressi di Cellole, in provincia di Caserta. 

 




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