Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: X, 13, pp. 48-49.
Data: 1507-1511
Luogo: San Cataldo
Testo:

Hoc quoque castellum Gualterius condidit pro emporio Lupiensium urbi propinquiori, ubi Maria eiusdem haeres ingentem molem longis iunctam lapidibus miro opere construxit. Nunc incuria principum et Lupiensium rebus, post mortem Ioannis Antonii principis et ob continua bella, defectis atque afflictis, pene exaggerata est. 

Traduzione:

Anche in questo caso si tratta di una fondazione di Gualtiero1, che intese farne uno scalo marittimo ancor più vicino alla città di Lecce; lì Maria, sua erede, fece costruire un ampio molo realizzato con lunghe pietre e con arte mirabile2. Ora è ridotto poco meno che a un argine, composto da un ammasso di pietre, per il disinteresse dei principi e per la decadenza, dovuta alla perdita di prestigio di Lecce, causata dalla morte del principe Giovanni Antonio e dalle incessanti guerre3.

Note:

1 Si tratta di Gualtieri VI di Brienne (1301 ca-1356), conte di Conversano e Lecce. 

2 Maria d’Enghien (1367-1446) fu regina di Napoli e Sicilia, nipote di Giovanni VI di Brienne; fece costruire il porto e la fortezza di San Cataldo. 

3 Il riferimento è a Giovanni Antonio Orsini del Balzo (1401-1463), principe di Taranto, duca di Bari e conte di Lecce. 





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