Scheda opera
Codice opera: Carac_Dvf
Autore: Tristano Caracciolo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/tristano-caracciolo_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: De varietate fortunae Tristani Caraccioli, in T. Caracciolo, Opuscoli storici editi ed inediti, a cura di G. Paladino, in Rerum Italicarum Scriptores, 22, 1, 2, Bologna, 1935, pp. 73-105
Periodo di composizione: 1509-1511
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giovanni De Vita
Excerpta a cura di: Giovanni De Vita
Scheda testo
Riferimento bibliografico: pp. 73-74
Data: 1442-1454
Luogo: Napoli
Testo:

Cepit urbem Alphonsus, exegit hostem Renatum, triumphavit more maiorum, qualis ante eum apud nos nemo ostendit se regem; et, quae Maiestatem Regiam decent, exercuit, donavit, regia spectacula edidit, et magnifica cuiusvis generis, nuptias celebravit, equestres hastarum ludos, convivia et sacrorum pegmata exhibuit publice; et, ut paucis absolvam, nil denique omisit, quod sibi laudem et gloriam populoque hilaritatem exhibere posset. Quin etiam venatui, aucupio Venerique affatim indulsit. Regiam nobili, speciosa, magnificaque supellectili ornavit. Auleis exquisitissime elaboratis, argento auroque abundavit, ut reponsitoria in Turris effigiem substructa vel erecta, sustinentibus animalibus eodem metallo fabricatis, suisque pretiosis armis instructis, multiplicibus vasibus, non ad usum tantum sed ad invidiosam ostentationem, opplerentur. Gemmas, margaritas, carbunculos, ceteraque id genus pretiosa enumerare vanum esset, cum constet iis rebus reliquos suae tempestatis anteisse principes.

Traduzione:

Alfonso conquistò la città, scacciò il nemico Renato, trionfò secondo l’usanza degli antichi, in un modo tale che nessuno prima di lui si era mai mostrato re tra noi in quel modo. Esercitò tutto ciò che si addice alla maestà regale: elargì doni, organizzò spettacoli reali e magnificenze di ogni tipo, celebrò nozze solenni, offrì tornei cavallereschi con le lance, banchetti e rappresentazioni sacre in pubblico. E per riassumere in poche parole, non tralasciò nulla che potesse procurare a lui gloria e lode, e al popolo gioia e allegria. Anzi, si dedicò con larghezza anche alla caccia, alla falconeria e ai piaceri di Venere (cioè dell’amore). Ornò il palazzo reale con arredi nobili, belli e sontuosi. Abbondava in arazzi lavorati con somma raffinatezza, argento e oro, tanto che le credenze - costruite a forma di torre o erette, sorrette da animali fabbricati nello stesso metallo e ornate con armi preziose - erano colme di vasi in gran numero, non solo per l’uso, ma per un’ostentazione che potesse suscitare invidia. Sarebbe inutile elencare gemme, perle, rubini e altri oggetti preziosi simili, poiché è noto che, in queste ricchezze, superò tutti gli altri principi del suo tempo.

Note:





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