Scheda opera
Codice opera: DbG
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Gallico, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1494-1495
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: 24.1-6
Data: 1496
Luogo: Circello, fiume Calore, ponte Finocchio, Fragneto, gola di Morcone
Testo:

Iam vero apparebat, ut Gilibertus circa ea loca diutius immorari nequiret, quom iam in proximo, quod raperet, non haberet: quare Samnitum Caudinorum fines ingressus, Circelum oppidum oppugnationis metu perterruit; sed, ubi obstinatos oppidanos vidit, obsidere parat. Rex ad Calorem amnem prope pontem Feniculi castris positis, Guidum Urbini Ducem cum copiis expectans, Gonsagam et Caesarem promptissimos cum delectu levis armaturae emisit, hostium animos tentaturos; atque, ubi citatis equis ferocius in castra procursum est, caesis quibusdam ereptisve aliquot impedimentis, nunquam in patentem prodiit campum. Inde Fragnetum oppidum sex ferme millium spatio ab hoste oppugnare adorsus est. Gilibertus, relicta Circeli obsidione oppidanorum virtute defensi, in angustis Marconi locis ea parte, qua tutior esset, castra communivit animo et viribus diffidens. Interim oppidani, quassatis moenibus, in hostis oculis ad deditionem inclinant; quibus oblata vitae spe, bina aureorum millia Regi paciscuntur, eiecto Gallico praesidio. Mane, ubi primum illuxit, Gilibertum directa acie auxilio adfuturum per exploratorem nuntiatur: ita enim noctu per arcana colloquia agendae rei ordinem inter se composuerant. Quare non inconvenit Fragnetum a fracta fide deduci. 

Traduzione:

Ma ormai era chiaro che Gilbert de Montpensier non potesse prolungare la sua permanenza in quei dintorni, non avendo più di che rubare nei paraggi: e per questo, entrato nei territori dei Sanniti Caudini1, terrorizzò la cittadina di Circello con la prospettiva di un attacco; ma, quando si rese conto dell’irremovibilità dei cittadini, si prepara ad assediarla.  Il Re, posto l’accampamento presso il fiume Calore vicino al ponte di Finocchio2, in attesa di Guido, Duca di Urbino, con le sue truppe, lanciò all’attacco con milizie armate alla leggera il Gonzaga e Cesare [d'Aragona], perché mettessero alla prova il coraggio dei nemici con la loro straordinaria energia; ma, quando, dato sprone ai cavalli, si corse con una buona dose di prodezza contro l’accampamento, dopo che erano stati uccisi alcuni e si era fatta razzia di alcune salmerie, non uscì mai in campo aperto. Quindi si accinse a prendere d’assalto la città di Fragneto ad una distanza di circa sei miglia dal nemico. Gilbert de Montpensier, abbandonato l’assedio di Circello, difesa dal valore dei cittadini, diffidando del coraggio e delle truppe fortificò l’accampamento nella gola di Morcone, in quella parte in cui fosse più sicuro. Nel frattempo, i cittadini di Fragneto, una volta fracassate le mura, propendono per la resa sotto gli occhi del nemico; e, offerta loro la speranza di vita, si accordano con il Re per duemila monete d’oro, dopo aver scacciato la guarnigione francese. Al mattino, sul far del giorno, una spia riferisce che Gilbert de Montpensier con l’esercito in ordine di battaglia sarebbe venuto in loro aiuto: così, infatti, tra di loro durante la notte in colloqui segreti si erano accordati su come condurre l’azione. E perciò alla città di Fragneto non sembrò inopportuno lasciarsi distogliere dalla rottura del patto [coi Francesi].

Note:

Assedi e trattative nei territori dei Sanniti: Circello, Fragneto e la ritirata di Gilbert de Montpensier (1496).

1 I Caudini erano una delle quattro principali stirpi sannitiche (Liv. XXIII, 41; XXIV, 20). L'ager Caudinus appartenente a questo cantone i estendeva ai piedi del Taburno, tra i fiumi Sabato e Calore, prossimi alla confluenza nel Volturno, al confine con la Campania. Le città di riferimento erano Caudio (oggi Montesarchio), Benevento e Telese (Plin., Nat. Hist., III, 11, 16). La denominazione Caudini è attestata anche in Velleio Patercolo (II, 1, 6). 

2 Nelle vicinanze di Torrecuso, sul fiume Calore, si conservano i resti del ponte detto Foeniculum, o Fenicolo (detto anche ponte Finocchio), struttura di origine medievale (XIII sec.) costruita probabilmente su preesistenti fondazioni romane lungo un tratto della via Latina. L’opera, di grandi dimensioni, si sviluppava su otto arcate di diversa luce, di cui restano oggi visibili tre campate a profilo ogivale, che ne rivelano l’impianto a schiena d’asino. Il ponte fu abbandonato nel XIX secolo, in seguito al crollo delle arcate centrali; i progetti di consolidamento proposti all’epoca non furono attuati. Il toponimo deriva dalla famiglia normanna dei Fenucchio, baroni del feudo omonimo comprendente l’attuale territorio di Torrecuso. Una descrizione sommaria è contenuta in Meomartini (I comuni della provincia di Benevento, 1889), che segnala la presenza di ruderi su un rilievo roccioso dominante il Calore, visibili dalla linea ferroviaria in direzione Napoli, oltre la stazione di Vitulano.












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