Assedi e trattative nei territori dei Sanniti: Circello, Fragneto e la ritirata di Gilbert de Montpensier (1496).
1 I Caudini erano una delle quattro principali stirpi sannitiche (Liv. XXIII, 41; XXIV, 20). L'ager Caudinus appartenente a questo cantone i estendeva ai piedi del Taburno, tra i fiumi Sabato e Calore, prossimi alla confluenza nel Volturno, al confine con la Campania. Le città di riferimento erano Caudio (oggi Montesarchio), Benevento e Telese (Plin., Nat. Hist., III, 11, 16). La denominazione Caudini è attestata anche in Velleio Patercolo (II, 1, 6).
2 Nelle vicinanze di Torrecuso, sul fiume Calore, si conservano i resti del ponte detto Foeniculum, o Fenicolo (detto anche ponte Finocchio), struttura di origine medievale (XIII sec.) costruita probabilmente su preesistenti fondazioni romane lungo un tratto della via Latina. L’opera, di grandi dimensioni, si sviluppava su otto arcate di diversa luce, di cui restano oggi visibili tre campate a profilo ogivale, che ne rivelano l’impianto a schiena d’asino. Il ponte fu abbandonato nel XIX secolo, in seguito al crollo delle arcate centrali; i progetti di consolidamento proposti all’epoca non furono attuati. Il toponimo deriva dalla famiglia normanna dei Fenucchio, baroni del feudo omonimo comprendente l’attuale territorio di Torrecuso. Una descrizione sommaria è contenuta in Meomartini (I comuni della provincia di Benevento, 1889), che segnala la presenza di ruderi su un rilievo roccioso dominante il Calore, visibili dalla linea ferroviaria in direzione Napoli, oltre la stazione di Vitulano.