Scheda opera
Codice opera: LdsI
Autore: Antonio De Ferrariis Galateo
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-de-ferrariis_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Antonio de Ferrariis Galateo, La Iapigia (Liber de situ Iapygiae), a cura di D. Defilippis, Galatina (Le), Congedo, 2005
Periodo di composizione: 1507-1511
Genere letterario: Corografia
Traduzione a cura di: D. Defilippis
Excerpta a cura di: Sara Crea
Scheda testo
Riferimento bibliografico: VIII, 4, pp. 36-37.
Data: 1301-1400
Luogo: Santa Cesarea Terme
Testo:

In hoc latuisse divam Caesaream incolae autumant, dum furorem patris fugeret, nec desunt qui testantur se ibi vidisse deam lampada ferentem. Adiri antrum non nisi placido mari potest. Orta repente tempestate perterrita mater filium ibi reliquisse perhibetur, quem deam ipsam per annum aluisse fama est. In hanc noster hymnus extat sapphico et adonico carmine, cuius hoc est principium «Diva in extrema latitans latebra», et caetera.

Traduzione:

Si racconta che in questo luogo avesse trovato rifugio, nascondendovisi, Santa Cesarea, mentre tentava di sfuggire all’insana passione del padre; e non mancano alcuni che giurano di aver visto la santa aggirarsi lì con in mano delle torce. Si può penetrare nella grotta solo con il mare calmo. Si narra che scoppiato all’improvviso un nubifragio, una madre, terrorizzata, lasciò lì il proprio figliuolo, di cui, com’è fama, la stessa santa si prese cura per un anno. Ho dedicato a costei un inno composto in metro saffico e adonio che inizia così: «La dea ascosa nella più cupa tenebra»1.

Note:

1 Il testo poetico citato è stato pubblicato da A. Iurilli, Un inedito in versi di A. Galateo: il ‘Beatae Virginis canticum’, in «Studi e problemi di critica testuale», XIX, 1989, pp. 148-156.






CATEGORIE
SOCIETÀVita religiosaApparizioni
FOLCLORE E SPETTACOLI Credenze
FOLCLORE E SPETTACOLI Leggende
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Grotte