Scheda opera
Codice opera: DbG
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Gallico, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1494-1495
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: 23.2-6
Data: 1496
Luogo: Castrovillari, Laino (Lucania/Calabria), Napoli
Testo:

Consalvus, depugnata arce Cassani, audiens hostes apud Lainum oppidum in Lucanis in diem cogi, ut in Brutios, qui cum fortuna mutant fidem, irrumperent, adesse gerendae rei fortunam haud diffidens, cum tiro esset hostium miles, noctu ex Castrovelleri silenti profectus agmine, quanta potuit celeritate, propinqua luce sub eorum munimenta emersit, cumque «Ad arma!» conclamaretur, caesis qui ad portarum stationes erant, vi erumpens somno stratos oppressit stragemque fecit. Quo tumultu ducenti sunt trucidati, inter quos Americus Gulielmi Sanseverini filius seminudus inter recentem pavorem tumultumque fugiens obtruncatur. Qua nece audita, pater ingenti dolore percitus expiravit. Sed quem vitae exitum expectare debent, qui fidem (maius inter Deum hominesque iusiurandum) violare sunt assueti? Trecenti captivi armis exuti, ex quibus decem nobiles, Neapolim triremibus transmissi, cum per ora populi tanta cum irrisione et opprobrio ducerentur, in carcerem sunt coniecti: pauci per agros palantes ex ea caede diffugere. 

Traduzione:

Consalvo, espugnata la rocca di Cassano, venendo a sapere che i nemici si radunavano giorno dopo giorno presso la città di Laino in territorio lucano per attaccare quello dei Calabresi, che modificano il loro orientamento politico col mutare della fortuna, non diffidando di avere il favore della fortuna nel condurre l’impresa, visto che i soldati dei nemici erano reclute inesperte, partito di notte da Castrovillari in una marcia silenziosa, comparve il più rapidamente possibile all’avvicinarsi dell’alba sotto le loro fortificazioni, e mentre si gridava «All’armi!», uccisi coloro che stavano a guardia delle porte, con una violenta irruzione sopraffece quelli che erano immersi nel sonno e ne fece strage. Duecento uomini furono massacrati in quello scompiglio, tra i quali è ammazzato Amerigo, figlio di Guglielmo Sanseverino, mentre fuggiva seminudo tra la paura appena determinata da quella confusione. Avendo saputo di tale morte, il padre, colpito da un immenso dolore, spirò. Ma quale morte dovrebbero aspettarsi coloro che sono abituati a violare la parola data (che è un assai importante giuramento tra Dio e gli uomini)? Trecento prigionieri spogliati delle armi, tra i quali dieci nobili, traghettati a Napoli sulle triremi, essendo condotti sotto gli occhi del popolo con così grande ingiuriosa derisione, furono gettati in carcere: pochi sfuggirono a quella strage disperdendosi per i campi. 

Note:

Attacco di Consalvo a Laino e morte di Amerigo Sanseverino (1496): il brano descrive un’importante azione militare condotta da Consalvo di Cordova (il celebre Gran Capitano) e fornisce anche una riflessione morale sul tradimento e sulla parola data, in riferimento alla morte di Amerigo Sanseverino. I prigionieri di guerra, tra cui nobili, vengono condotti a Napoli, esposti al pubblico ludibrio e incarcerati, mentre pochi riescono a fuggire.








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