Scheda opera
Codice opera: DbG
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Gallico, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1494-1495
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: 16.3-5
Data: 1495
Luogo: Posillipo, Marano, Pomigliano, Lauro, Napoli, Castel Nuovo
Testo:

Rebellante etenim Francisco Zurlo, Montorii Comite, ab Rege in primis habito, Berardinus Sanseverinus, Bisiniani Princeps, qui cum Antonello redierat e Gallia, traiecto Sarno flumine, ut in adventum navium per Gallicam factionem in urbe circumsessa motus excitarentur, facta spe proditionis, ad Pausilypi radices castra collocavit, quapropter ab altera factione maxime trepidatum. Sed Rex idem suspicatus armata praesidia intra urbem detinuit, donec hostis, cum nihil ex sententia succederet, Marano et Pomiliano vicis direptis incensisque, per asperrimos prope Laurum oppidum colles, relictis sarcinis, fugientium more, retro, unde venerat, rediret. Arx Nova, finito induciarum tempore, dedit se se et Neapolitanae nobilitatis plerique in Siciliam ablegati. 

Traduzione:

E infatti, al ribellarsi di Francesco Zurlo, Conte di Montoro, tenuto in grandissima considerazione dal Re, Berardino Sanseverino, principe di Bisignano, che era ritornato dalla Francia insieme con Antonello, dopo aver attraversato il fiume Sarno, affinché all’arrivo delle navi per opera del partito francese si sollevassero nella città assediata delle sommosse, in quanto era sorta la speranza di un tradimento, si accampò alle falde del Posillipo, per cui ci si allarmò straordinariamente da parte della fazione opposta. Ma il Re, avendo immaginato proprio ciò, trattenne le guarnigioni militari in armi all’interno della città, finché il nemico, dal momento che nulla si sviluppava secondo le sue aspettative, visto che i borghi di Marano e Pomigliano erano stati saccheggiati e incendiati, alla maniera dei fuggiaschi tornò indietro da dove era venuto attraverso i colli assai scoscesi nei pressi della fortezza di Lauro, dopo aver abbandonato le salmerie. Castelnuovo, trascorso il periodo della tregua, si arrese e la maggior parte della nobiltà napoletana fu esiliata in Sicilia. 

Note:

Il brano descrive eventi di cruciale importanza nell’ambito della vita militare durante la riconquista aragonese di Napoli (1495), evidenziando le dinamiche di assedio, le strategie difensive e offensive, e i movimenti delle truppe in risposta a minacce interne ed esterne. La narrazione sottolinea inoltre gli aspetti politici connessi alla guerra, come l’esilio della nobiltà napoletana.






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