Scheda opera
Codice opera: DbG
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Gallico, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1494-1495
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: 13.2-6
Data: 1495
Luogo: Gaeta
Testo:

Caietani, quibus acerbe a Gallo imperatum est, idem molientes ante eius adventum, quem propediem suspensi expectabant, ab maritimis terrestribusve Helvetiorum copiis expugnati ad occidionem interiere: atque ita celeberrima urbs, prostrata mulierum pudicitia, ad victoris arbitrium diu est detenta. Eligius cognomento Marra, Aliani Comes, fugiens e medio itinere devocatus est cumque in conspectu Regis tremens ante pedes procubuisset, innata animi mansuetudine Rex «Pone», inquit, «metum, Comes, tui iuris es teque in libertatem reddo; hactenus, quia fortuna ita tulit, ad Gallum inclinasti; nunc repetentem avitum Regnum me vides: sequere quem velis». Ille, admirans invicti animi magnitudinem clementiamque, nunquam ab eius fide defecit. 

Traduzione:

Gli abitanti di Gaeta, sui quali il Francese esercitò il suo potere spietatamente, poiché stavano ordendo una sommossa analoga prima dell’arrivo del Re, che ansiosi stavano aspettando di lì a poco, presi d’impeto dalle truppe marittime e terrestri degli Svizzeri, furono massacrati: e così una città assai popolosa, dopo che fu annientato l’onore delle donne, fu a lungo tenuta occupata secondo il capriccio del vincitore Eligio Marra, conte di Aliano, che stava fuggendo, fu intercettato durante il suo tragitto e, dopo che al cospetto del Re si fu prostrato tremante ai suoi piedi, il Re con la sua innata bontà d’animo disse: «Non avere paura, o Conte, sei padrone di te e ti restituisco la libertà; fino ad ora, poiché la sorte ha voluto così, hai parteggiato per il Francese; ora mi vedi recuperare il regno avito: segui pure chi vuoi». Quello, ammirando la grandezza e la clemenza del suo animo invincibile, non venne più meno alla parola a lui data. 

Note:

Il brano documenta con precisione la repressione violenta esercitata dai Francesi a Gaeta durante la riconquista aragonese (1495) e mette in luce la complessità dei rapporti di potere, evidenziando la clemenza del Re verso il conte Eligio Marra. 




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