Scheda opera
Codice opera: DbG
Autore: Giovanni Albino Lucano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-albino_(Dizionario-Biografico)/
Edizione: Ioannes Albinus Lucanus, De gestis regum Neapolitanorum: De bello Gallico, Napoli 1589
Periodo di composizione: 1494-1495
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: 12.2-11
Data: 1495
Luogo: Brindisi, porto di Messina, Napoli, fiume Sebeto, Baia,
Testo:

Parvo deinde tempore interiecto, Federicus ad Appulorum res iter intendens Caesarem ad Brundusium conventurus, ubi primum in terram egressus, complures eius regionis urbes in fidem Regis allexit. Ipse in diem audiens populum Neapolitanum acerbissimo odio in Gallum, omnia venalia habentem, ab optimatibus dissentire, nihil cunctandum ratus, imposito in naves milite, e portu Messenio solvens, aequatis velis in conspectum Neapolis est delatus. Tum qui praesidio relicti, urbem egressi, apud Sebethum amnem praelium inituri in aciem steterunt. At Rex, diu quiescente populo, praeter spem datam elusum se existimans, flexit iter in sinum Baianum, Capuam petiturus, ne suis penitus spes praecisa videretur. Extemplo clam emissa cymba ut rediret, primoribus ad custodiam urbis conversis, accepto signo, repentino contumultu arreptis armis, Aragoneum nomen passim per urbem est proclamatum. Galli, qui extra munimenta hostem expectabant, desperatis rebus, armorum vi caesis captisque compluribus, via Carbonaria in Arcem Novam compelluntur; nec propterea defuere, qui in tanto terrore plerosque servaverint, rati fortunam alium exitum praebituram. Tum, patefactis repente portis, profusa laetitia et lachrymis23 in urbem Regem admiserunt, tanquam supplicio et suprema calamitate liberati: cautum est enim a Gallis undique auxilia contrahentibus, ni Rex adventasset, in Aragoneam factionem acerbe fuisse saevitum. Quapropter minime mirandum est, si ea die mulieres accensas ad pellendos Gallos arma cepisse visae sunt: tanto nanque odio superbissimae gentis mores ac conditiones longe ab Italis abhorrentes non modo viri, sed foeminae sunt prosecutae. 

Traduzione:

A distanza di poco tempo, poi, Federico, dirigendosi verso il teatro di guerra pugliese per incontrarsi con Cesare nei pressi di Brindisi, non appena sbarcò, attrasse dalla parte del Re parecchie città di quella regione. Questi, sentendo dire che il popolo napoletano era in disaccordo ogni giorno di più con i maggiorenti a causa di un odio acerrimo nei confronti del Francese, che riteneva ogni cosa in vendita, ritenendo di non dover porre alcun tempo in mezzo, fatti imbarcare i soldati sulle navi, salpando dal porto di Messina, giunse a vele spiegate in vista della città di Napoli. Allora coloro che erano rimasti di presidio, usciti dalla città, si schierarono in ordine di battaglia presso il fiume Sebeto per combattere. Ma il Re, poiché il popolo continuava a non prendere una posizione, giudicandosi beffato contro la speranza che gli era stata fatta nutrire, piegò il suo corso verso il golfo di Baia con l’intenzione di recarsi a Capua, perché ai suoi non sembrasse troncata del tutto la speranza. Ma essendogli stata mandata subito di nascosto una barca, perché facesse ritorno, mentre i maggiorenti si dedicavano alla difesa della città, afferrate le armi in un’improvvisa insurrezione generale alla ricezione di un segnale, il nome d’Aragona fu innalzato a gran voce dovunque per la città. I Francesi, che aspettavano il nemico al di fuori delle fortificazioni, in una situazione disperata, poiché parecchi di loro erano stati uccisi e presi con la forza delle armi, furono sospinti verso Castelnuovo attraverso la via Carbonara; né per questo mancarono coloro che in un così grande terrore ne salvarono parecchi, pensando che la sorte avrebbe potuto dare un altro esito alla situazione. Allora, aperte le porte all’improvviso, con una profusione di gioia e lacrime accolsero il Re in città, come liberati da un supplizio e da un’estrema sciagura:  i Francesi, infatti, che cercavano di raccogliere rinforzi da tutte le parti, avevano dato disposizione, se il Re non fosse sopraggiunto, che si infierisse severamente contro il partito degli Aragonesi. Per la qual cosa non ci si deve meravigliare affatto se quel giorno si videro le donne prendere le armi, infervorate a cacciare i Francesi: e infatti con un così grande odio nei confronti di un popolo straordinariamente superbo non solo gli uomini, ma anche le donne congedarono abitudini e modi di essere di gran lunga contrastanti con quelli italiani. 

Note:

Nel brano è descritta la rivolta generale che portò alla cacciata dei Francesi e alla riconquista aragonese della città di Napoli, con un coinvolgimento straordinario anche delle donne, sottolineando così la partecipazione civile alla difesa del Regno.

I luoghi menzionati — Messina, Brindisi, il Sebeto, il golfo di Baia, Capua, Castel Nuovo e via Carbonara — tracciano una mappa strategica fondamentale per comprendere l’intera operazione militare. Federico salpa da Messina, punto di partenza della riconquista, mentre Brindisi rappresenta un importante nodo di alleanze territoriali in Puglia. Il fiume Sebeto diventa teatro dello scontro decisivo per il controllo di Napoli, con Castel Nuovo e via Carbonara che assumono un ruolo cruciale nelle manovre di difesa e fuga dei Francesi. Infine, il golfo di Baia e Capua configurano vie di riorganizzazione e rifugio per le forze aragonesi.

 








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