Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 8.9-11, pp.
Data: 1462
Luogo: Accadia
Testo:

In ipso statim ingressu aliquot e propugnatoribus caesi, coeteri superante multitudine abiectis armis vivi capti. Hinc milites ad praedam versi castellum diripiunt. Coeterum cum direptio spectare in seditionem cerneretur, nam et praeda exigua et diversi generis miles erat, adhaec quod hostem esse in armis et adventare illum fama erat, cum tamen castris se continuerit, Rex immitti ignem tectis pluribus simul locis imperavit. Captum igitur atque incensum est castellum, undevigesimo ex quo obsideri coeperat die, cum interim finitimis e locis partim metu, partim studio partium, missis oratoribus, Regi sese aliquot etiam castella dedidere.

Traduzione:

Nell’atto stesso dell’entrata subito alcuni dei difensori furono uccisi, tutti gli altri di fronte alla superiorità del numero gettarono le armi e furono catturati vivi. Poi, i soldati, voltisi al bottino, saccheggiano la fortezza. D’altronde, poiché si capiva che il saccheggio tendeva alla sedizione, visto che il bottino era esiguo ed i soldati erano di diverso genere, e poiché giungeva voce inoltre che il nemico era pronto a combattere e che per di più era in avvicinamento, per quanto tuttavia si trattenesse nell’accampamento, il Re comandò che fosse appiccato il fuoco alle case al tempo stesso in parecchi luoghi. La fortezza, dunque, fu presa ed incendiata diciannove giorni dopo che se ne era incominciato l’assedio, mentre nel frattempo nei luoghi vicini in parte per paura, in parte per amor di parte, inviati degli ambasciatori, anche alcune altre fortezze si arresero al Re.

Note:

Diciannove giorni dopo l'inizio dell'assedio, gli Aragonesi irrompono nella breccia, saccheggiano Accadia e ne incendiano la fortezza.




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