Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 8.6-8. p. 368
Data: 1462
Luogo: Accadia
Testo:

Tum signo dato, magnis sullatis clamoribus, in fossas procursum tanto est impetu, ut, vallo superato, admotis scalis, acriter pro muris pugnaretur. Castellanus saxa coniicere, scalas comminuere, multos sauciare. Regius integras alias referre, murum rursus ascendere, non viribus, non animo defici. Inter haec Rex, castra subinde circumiens ac nunc his, nunc illis se locis ostendens, integros sauciis summittebat, alios voce, alios praesentia cohortatus, multa quoque per praefectos ac tribunos administrabat. Dum haec a dextra turris parte geruntur et, pugna aliquantulum extracta, res in expectatione esset eorum, qui ab leva dimicabant, tum repente, displosa bombarda, imminens portae murus concussus magnis fragoribus corruit. Quo collapso, qui in propugnaculis consistebant, partim ruina protriti, partim maxime simili fulminis procella deturbati; regius, quanquam fumo pulvereque offusus undique, magno tamen adortu intra castellum irruit.

Traduzione:

Allora, dato il segnale, sollevate alte grida, con tanto slancio si corse all’assalto verso i fossati, che, superati gli steccati, avvicinate le scale, si combattette accanitamente davanti alle mura. Gli uomini della fortezza lanciavano sassi, rompevano le scale, ferivano molti. I soldati del Re ne riportavano altre integre, tentavano nuovamente di salire sul muro, non mancavano di forze, non di coraggio. Nel frattempo il Re, andando in giro ripetutamente per l’accampamento e mostrandosi ora in alcuni luoghi, ora in altri, sostituiva soldati riposati ai feriti, avendo esortato alcuni con la voce, altri con la presenza, prendeva anche molti provvedimenti con la mediazione dei comandanti e degli ufficiali. Mentre si svolgono tali azioni dalla parte destra della torre e, essendosi protratta alquanto la battaglia, mentre la situazione era nell’aspettativa di coloro che combattevano sulla sinistra, allora improvvisamente, in seguito allo scoppio tonante di una bombarda, il muro che stava sopra la porta, colpito, andò in rovina con grande fragore. Al suo cedimento coloro che avevano la loro postazione sui bastioni in parte furono travolti dal crollo, in parte furono gettati giù da un turbine straordinariamente simile ad un fulmine; i soldati del Re, per quanto coperti da ogni parte dal fumo e dalla polvere, tuttavia con un grande assalto fecero irruzione all’interno della fortezza.1

Note:

Assedio angioino di Accadia (1462): in seguito al crollo della porzione di muro sovrastante la porta urbica, le truppe aragonesi penetrano nella fortezza. 

1 L’assedio di Accadia del 1462 è immortalato nella formella inferiore destra del portale trionfale di Castel Nuovo a Napoli. Nella scena scolpita, si riconoscono chiaramente gli elementi principali dell’evento: la bombarda, a destra; il crollo della torre e l'avanzata dei fanti aragonesi, a sinistra: cfr. DbN, n. 50, p. 368, con la bibliografia ivi citata.







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