Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 6.6, 8-9, pp. 363-364
Data: 1462
Luogo: Canosa, Focaccia, Accadia, Sant'Agata
Testo:

Interim hostis, quo Regem ab incepto deterreret, relicta Canusii obsidione, quinque millibus passuum ab regiis castris, ad Focaciam consederat. Equitatu quam regius erat aliquanto minore, peditum vero circiter septem millibus, in quibus ad tria millia balistariorum erant [...]. Coeterum in castris laborabatur vehementer inopia commeatus, quod necesse erat ab longinquo summis laboribus, maioribus etiam periculis importari, cum hostis interim assidue lacesseret ac, nunc in pabulatores, modo in frumentatores illatus, nihil tutum, nihil quietum, non die, non noctu apud regios esse sineret. Adhaec et Iacobus Ursinus, qui Sanctam Agatham proximum tenebat oppidum, belli se medium gereret. 

Traduzione:

Nel frattempo il nemico, per distogliere il Re dall’impresa, lasciato l’assedio di Canosa, aveva preso posizione a cinque miglia dall’accampamento del Re, nei pressi di Focaccia. La sua cavalleria era alquanto inferiore a quella del Re, ma la sua fanteria era di circa settemila unità, fra cui circa tremila erano balestrieri [...]. D’altronde nell’accampamento si era in grande difficoltà per la mancanza di vettovaglie, poiché era necessario che fossero portate da lontano con grandissima fatica e con pericolo anche maggiore, mentre il nemico nel frattempo non dava alcuna tregua e, piombando ora sopra i foraggiatori, ora sopra i frumentieri, non consentiva che nulla fosse al sicuro, nulla in quiete, non di giorno, non di notte per gli uomini del Re. Inoltre anche Giacomo Orsini, che possedeva la vicina città fortificata di Sant’Agata, si manteneva neutrale nella guerra.

Note:

Le truppe aragonesi, una volta penetrate in Puglia, si trovarono a fronteggiare ripetuti attacchi angioini, condotti da forze accampate nella zona di Focaccia. A rendere ancora più critica la situazione fu una grave emergenza alimentare: l'assedio e le razzie angioine ostacolavano l’approvvigionamento di viveri, mettendo in difficoltà l'esercito aragonese.





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