Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 6.3-5, pp. 362-363
Data: 1462
Luogo: Puglia, Accadia
Testo:

Igitur undique coactis copiis, cum ex communi ducum sententia bellum in Apulia gerendum decerneretur, nequid hostile a tergo relinqueret aliquot castella, quae in Apuliam descendenti ad Apennini radices posita iter reddebant infestius, prius expugnare decrevit ac, die profectionis edicto, secundis castris cum septem ac quadraginta equitum turmis ad Aquam Diam profectus est. Id castellum loco edito situm, qua solis occasum prospicit sane angustum habet aditum tractuque satis brevi, coetera ferme omnia rupes occupant. Castris pro loci natura positis, cum oppidani deditionem facere recusarent, Rex obsidendi castelli consilium cepit. Et iam obsidio ipsa futura diuturnior apparebat, quod hostis adventare nuntiabatur. Igitur eo intentiore animo esse, oppugnationi opportuna comparare, materiam undique comportari iubere, tormenta aenea e Campania magno conatu devehenda curare, nihil segne, nihil remissum pati.

Traduzione:

Dunque, radunate truppe da ogni dove, poiché secondo il parere concorde dei condottieri si era deciso di condurre le azioni militari in Puglia, per non lasciare nessuna ostilità alle spalle decise di espugnare prima alcune roccaforti che, poste com’erano alle pendici dell’Appennino, rendevano il cammino piuttosto malsicuro per chi scendesse in Puglia e, stabilito il giorno della partenza, si recò in due tappe con quarantasette squadroni di cavalleria ad Accadia. Tale roccaforte, posta in un luogo elevato, laddove guarda ad occidente ha un accesso molto angusto e per un tratto abbastanza breve, il resto è quasi completamente occupato da rocce scoscese. Posto l’accampamento secondo la natura del luogo, poiché gli abitanti della città si rifiutarono di arrendersi, il Re prese la decisione di assediare la roccaforte. E fin da subito appariva che l’assedio stesso sarebbe stato piuttosto lungo, perché era annunciato l’approssimarsi del nemico. E così era tanto più pronto a combattere, si procurava le cose utili all’assedio, ordinava di ammassare legname da ogni dove, curava che fossero trasportate con grande sforzo bombarde dalla Campania, non tollerava nessuna pigrizia e nessuna negligenza. 

Note:

Assedio aragonese di Accadia (1462): Ferrante giunge in Puglia dalla Campania per porre l'assedio contro Accadia.






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