Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 4.1-6, pp. 357-358
Data: 1462
Luogo: Andria, Minervino, rocca di Minervino
Testo:

Facta deditione rebusque e formula compositis, Tarentinus ad arcem expugnandam Minervinum partem exercitus mittit, ob Pyrrhi fugam longe infensior factus; qui postquam nec precibus, nec minis tentatam impellere ad deditionem Mariam nequit, arcem non minus crudeliter, quam pertinaciter oppugnari iubet. Concutitur itaque assiduis tormentorum ictibus; labefactantur pluribus etiam locis muri; ipsum quoque ginaeceum, ubi mulier pleno utero, languenti corpore, ingentibus victa malis sese continebat, patrui iussu plus etiam quam hostiliter pulsatur: oppugnationem tamen verius quam obsidionem supra muliebrem animum fortiter substinet. Addit igitur eius constantia obstinatioque propugnatoribus animum paranturque ab iis ad propugnandum opportuna, quantum ars, quantum pertinacia valet. Quae res Tarentini animum eo acrius irritabant: itaque eius iussu expugnationi necessaria mira celeritate, summo studio, diurnis nocturnisque expediuntur laboribus, quoque Mariae prospectum foedet ac lucem ipsam, qua nil est mortalibus gratius, ante os illius oculosque suspendio confectum hominem in iugo statui iubet. Circumsonabant omnia minarum ac terrorum plena palamque audiebantur voces, quibus significabatur foeda exempla, atroces cruciatus, crudelia supplicia parari. At vero significatum ubi est ei, Mariam morbo simul partitudineque aggravari, victus pietate senis ac patrui animus memorque ex fratre, quem unice amasset, genitam (adeo in acerbissimis etiam odiis naturalis persaepe recursat affectus), quotidianum ad eam victum deferendum curavit, qualis languentibus dari solet.

Traduzione:

Avvenuta la resa di Andria e sistemate le cose secondo i patti, il principe di Taranto manda una parte dell’esercito a Minervino per espugnarne la rocca, divenuto di gran lunga più ostile a causa della fuga di Pirro del Balzo; ma poiché né tentandola con le preghiere, né con le minacce egli riesce ad indurre alla resa Maria del Balzo Orsini, ordina di attaccare la rocca in maniera non meno crudele che ostinata. Questa è dunque rovinata da incessanti colpi di artiglieria; in più punti sono pure abbattute le mura; anche lo stesso appartamento femminile, dove si tratteneva la donna incinta,2 in cattive condizioni di salute, provata da enormi sciagure, per ordine di suo zio è bersagliato anche più che se lo facesse un nemico: a questo che era un assalto, tuttavia, piuttosto che un assedio, ella resiste con un coraggio al di sopra di quello femminile. La sua fermezza ed ostinazione ispira, dunque, coraggio ai difensori, che preparano ciò che è utile alla difesa, per quanto può la loro perizia, per quanto può la loro pertinacia. Tali circostanze esacerbavano ancora di più l’animo del principe di Taranto: e così, per suo ordine si prepara il necessario per l’assedio con impressionante rapidità, con straordinaria premura, con fatiche diurne e notturne e per bruttare a Maria la veduta e la luce stessa, di cui nulla è più gradito agli uomini, ordina che davanti al suo volto ed ai suoi occhi sia posto su di una forca il cadavere di un impiccato. Tutt’intorno ogni angolo echeggiava di suoni minacciosi e terrificanti e si udivano chiaramente voci che indicavano che si stavano preparando orridi castighi, supplizi atroci, esecuzioni spietate. Ma quando gli si fece sapere che Maria s’aggravava per la malattia e per l’imminenza del parto, il suo animo di vecchio e di zio fu vinto dalla pietà e, ricordando che ella era figlia di un fratello da lui straordinariamente amato (a tal punto, anche nel caso di odi violentissimi torna assai spesso a farsi vivo l’affetto naturale), ebbe cura di farle portare il pasto quotidiano, quale si suole dare agli ammalati. 

Note:

Bombardamento della rocca di Minervino da parte del principe di Taranto (1462)

2 Maria Donata Orsini Del Balzo, contessa di Montescaglioso, era nipote del principe di Taranto perché figlia del fratello Gabriele. Era incinta di Isabella, futura regina di Napoli,  nata il 24 giugno 1462. Il possesso di Minervino, con molti altri, proveniva dalla sua eredità paterna.







CATEGORIE
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Città
ARTE E ARCHITETTURAArchitettura militareFortificazioniFortezze
SOCIETÀVita militareArmi
SOCIETÀVita militareScorrerie e saccheggi
SALUTE E BENESSEREDisturbi e malattie