Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 3.4-7, p. 356
Data: 1462
Luogo: Andria
Testo:

Franciscus Dux necessitate victus cogitare de conciliatione cum Tarentino coepit. At nihilo imbecillius, aut minus strenue in tanta militum paucitate, moenia turrisque tutatus est, centum quinquaginta bombardis opportuna per loca dispositis, ut ne ipsas fossarum ripas attentare hostis unquam sit ausus. Quocirca faciundo cuniculo, quo intra urbem noctu irrumperetur, magna cura dari operam Tarentinus iussit. Re autem a Francisco cognita, nihil ab eo omittitur quo frustrari hostium conatus posset. Itaque dum irrumpere hostis intra muros parat, Franciscus, patefacto cuniculo suo, sullatis clamoribus, in hostem fertur et, quanquam ignis incendiique fomenta parata erant, quo urere illos ad unum intra cuniculum destinarat, religione tamen victus ac rerum humanarum memor, abstineri incendio iubet captosque atque armis exutos illos ac per domos distributos, familiariter accipi a civibus imperat atque, ubi illuxit, benigne appellatos in castra cum vestimentis remittit.1

Traduzione:

il Duca Francesco, vinto dalla necessità, incominciò a prendere in considerazione la possibilità di accordarsi col principe di Taranto. Ma in maniera niente affatto più inefficace o con meno coraggio, in una così grande scarsezza di soldati, egli tutelò le mura e le torri, avendo disposto in postazioni opportune centocinquanta bombarde, in modo tale che il nemico non osasse mai attaccare nemmeno le sponde stesse dei fossati. Di conseguenza il principe di Taranto ordinò di attendere con grande sollecitudine alla realizzazione di un cunicolo, attraverso il quale si potesse fare irruzione di notte all’interno della città. Ma appreso il proposito da Francesco, nulla da lui è omesso perché il tentativo del nemico potesse esser reso vano. E così, mentre i nemici si preparano a fare irruzione all’interno delle mura, Francesco, scoperto il loro cunicolo, innalzate delle grida, si lancia contro i nemici e, sebbene fossero stati preparati fuoco ed esche incendiarie, con cui aveva stabilito di bruciarli all’interno del cunicolo fino all’ultimo, tuttavia, vinto dallo scrupolo di coscienza e memore dell’umanità, ordina di tralasciare l’incendio e comanda che essi, fatti prigionieri e spogliati delle armi e distribuiti per le case siano accolti amichevolmente [famiglia per famiglia] dai cittadini ed avendoli chiamati poi benevolmente all’alba li rimanda indietro negli accampamenti coi loro vestiti. 

Note:

1 Resa di Andria (1462): Francesco Del Balzo sventa il tentativo degli assedianti di prendere la città attraverso un cunicolo, ma in un gesto di clemenza, risparmia loro la vita, rilasciandoli subito dopo. 







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