Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 2.5-8, pp. 354-355
Data: 1462
Luogo: Andria, Barletta
Testo:

Franciscus Dux dum iis qui ad aggerem laborabant socius atque adiutor adest, dum suos confirmat, cognitus ab hoste parum abfuit, quominus tormentario ictus lapide sub corruentis muri ruina decumberet. Quotidiana praelia conserebantur, ne quietae quidem a certamine noctes erant. Hinc atque illinc multi vulnerati, aut occisi. Quo tempore Franciscus, dum laborantibus suis equo vectus noctu accurrit atque ante eum facula incensa praefertur, atroci colubrina Tarentini iussu petitus est, quae, posteriorem equestris sellae partem secum avulsam trahens, illaesum illum tamen solo deturbavit. Adhaec hostis ipse, quo praesidiarius Pyrrhi miles defatigatione vulneribusque confectus rem Andriensem imbecilliorem redderet, de industria repentina certamina excitari iubebat ac subinde ad arma concursari. Mittitur etiam a Francisco Barolum ad Barnabam, qui tum rei Barolitanae praeerat, uti peditem, quo ipse maxime egeret quoque illum paucis ante diebus iuvisset, confestim remitteret. Nam quia corona cingi urbem passus non esset, facilis adhuc intra muros illi exceptus foret. Quod ab illo (dum sibi rebusque Barolitanis vehementius timet) pernegatum est.1

Traduzione:

Il Duca Francesco, mentre sostiene come compagno ed aiutante coloro che lavoravano all’opera di fortificazione, mentre incoraggia i suoi uomini, riconosciuto dal nemico, poco mancò che colpito da una pietra lanciata da una catapulta soccombesse sotto il crollo di un muro che stava andando in rovina. Ogni giorno si intrecciavano combattimenti, neppure di notte si acquietava la battaglia. Da una parte e dall’altra molti erano feriti, oppure uccisi. Ed in quel torno di tempo Francesco, mentre a cavallo accorreva in aiuto di notte ai suoi che si trovavano in difficoltà ed era portata davanti a lui una fiaccola accesa, fu raggiunto da un terribile colpo di colubrina del principe di Taranto, che, strappando e portando via con sé la parte posteriore della sella del cavallo, lo fece sbattere a terra anche se illeso. Inoltre, il nemico dal suo canto, affinché le truppe difensive di Pirro fiaccate dalla fatica e dalle ferite rendessero più debole lo stato di Andria, ordinava di suscitare a bella posta improvvisi combattimenti e di correre alle armi in sempre nuove scaramucce. Da parte di Francesco sono anche inviati messi alla volta di Barletta da Barnaba2, che allora aveva la reggenza di quella città, affinché gli rimandasse senza indugio le truppe di fanteria di cui egli aveva assoluto bisogno e con cui gli era venuto in aiuto pochi giorni prima. Infatti, poiché non aveva consentito che la città fosse cinta da una linea continua d’assedio, da lui sarebbe stato accolto ancora agevolmente all’interno delle mura. Ma tale aiuto da lui (nel suo timore piuttosto grave per se e per la situazione di Barletta) fu negato senza possibilità di appello.

Note:

1 Campagna angioina in Capitanata: assedio di Andria (1462). La città è sottoposta a bombardamento; Francesco Del Balzo rischia la morte per il crollo di un muro e per il colpo di una colubrina. 

2 La città di Barletta era governata da Barnaba Della Marra, fedele a re Ferrante, e disponeva di fanti forestieri e di uomini d’arme della città, al pari di Andria.






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