Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: IV, 1.7, pp. 352-353
Data: 1462
Luogo: Andria
Testo:

Regem vero literis ac nuntiis quo in statu res essent certiorem facere, rogare uti quam primum auxilia mitteret, se in dies magis ac magis premi, populum Andriensem imbellem, verendam hominum in constantiam, praesertim in magna annonae difficultate, arcem in urbe nullam esse, in quam confugiat: itaque urbe amissa, ne spem quidem reliquam aut tutandi sui, aut illius aliquando recuperandae.

Traduzione:

Informavano, poi, il Re con lettere e con messaggeri in quale stato versasse la situazione, gli chiedevano che inviasse al più presto possibile aiuti, gli comunicavano di essere incalzati ogni giorno di più, che il popolo di Andria non era avvezzo alla guerra, che bisognava temere la volubilità degli uomini, soprattutto nella difficoltà di una grande carestia, che nella città non c’era alcuna rocca2 in cui ambedue potessero rifugiarsi: pertanto, perduta la città, non sarebbe rimasta neppure la speranza o di difendersi o magari un giorno di recuperarla.1

Note:

1 Campagna angioina in Capitanata (1462): durante l'Assedio di Andria, il duca Francesco Del Balzo e sua moglie Sancia di Chiaromonte esortano i cittadini alla resistenza e chiedono soccorso a Ferrante.

2 Il controllo di una rocca rivestiva un'importanza cruciale, sia per mantenere sotto controllo la popolazione locale — solitamente incline alla resa per evitare devastazioni — sia per potervi trovare rifugio in attesa dell'arrivo dei rinforzi, come accadde con le guarnigioni aragonesi asserragliate a Monte Sant’Angelo e Trani. Le lettere inviate da Francesco Del Balzo a Ferrante, che Pontano forse conosceva, direttamente o tramite i documenti della cancelleria reale conservati nei registri, sono sintetizzate da Trezzo, allora presente a Napoli presso il sovrano: cfr. DbN, note 5-6, p. 353.






CATEGORIE
COROGRAFIA E TOPOGRAFIA Città
SOCIETÀVita militare
SALUTE E BENESSERECarestie
SOCIETÀPopolazioneIndole