Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 3.4, p 347
Data: 1463
Luogo: Roccella Ionica
Testo:

At milites, quanquam obstinatis animis obsidionem diurnosque ac nocturnos labores non minus pertinaciter sustinebant quam fortiter, tamen cum ille nec statutam rediisset ad diem, nec aut reditus eius aut auxilii reliqua esset spes ulla atque in dies omnia apparerent difficiliora, cum se denique frustra a Baldasino habitos intelligerent, scriptis conditionibus seque atque oppidum Alfonso dedidere. Popularibus publice privatimque data venia, milites plerique acceptis stipendiis in Ferdinandi verba iuravere. Quod exemplum alia item oppida quae Baldasino parebant secuta statim sunt quique item equites in illis erant.

Traduzione:

Senonché i soldati per quanto fermi nel loro proposito sostenessero l’assedio e le fatiche diurne e notturne con una tenacia non inferiore al loro coraggio, tuttavia, poiché Baldasino non era tornato per il giorno stabilito e non restava più alcuna speranza o del suo ritorno o dell’arrivo di rinforzi e la situazione appariva di giorno in giorno più critica, rendendosi finalmente conto di essere stati ingannati da Baldasino, messe per iscritto le condizioni della resa, consegnarono ad Alfonso se stessi e la città. Ai popolani fu concessa a titolo pubblico e privato l’amnistia; la maggior parte dei soldati dietro pagamento del soldo giurarono fedeltà a Ferrante. Quest’esempio fu seguito anche da altre città di cui era signore Baldasino, nonché dai cavalieri che si trovavano in esse.

Note:

Guerra di Calabria (1463-1465): dopo il trasferimento di Galeot Bardaxì in Sicilia, Roccella si arrende agli Aragonesi, ottenendo buone condizioni da Alfonso duca di Calabria.




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