Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 2.1-2, pp. 343-344
Data: 1463
Luogo: Seminara, Gerace
Testo:

In hac itaque deditionis expectatione cum essent, Baldasinus, cuius ut corporis sic animi quoque incompositae admodum ac vastae vires erant, levissimas ob causas ira atque indignatione praeceps, equestris militiae quosdam, alios hasta, alios fuste cum percussisset, tumultuantem pene omnem in se exercitum traxit, dum equites alii, dum equitum praefecti indigne impotenterque ab illo factum aegerrime ferunt criminantiumque in castris audiuntur clamores. Is igitur (ut erat animi impotens atque intractabilis) conclamatis vasis repente e castris se proripit profectusque in agrum Giraciensem maritima in ora consedit. Quo facto duces alii quod impotentiam hominis furiasque nec precibus, nec ratione ulla lenire potuissent, et ipsi dissoluto exercitu ad oppida quique sua agrosque reversi sunt15 cognitumque praecipue tunc est Baldasinum, cuius in Europa clarum admodum nomen erat, quod saepius in singulare certamen cum prodiisset, victor semper evaserat, vires illas corporis admirabiles tantamque membrorum dexteritatem animi morbis moribusque foedasse intolerandis naturamque ipsam, qua gignimur, quibus hominibus corporis attribuendis viribus maxime consuluerit, eisdem animorum conferendis viribus aeque vix unquam prospexisse: quippe quae huic viro parum pensi, nihil omnino moderati indiderit, cuius animus esset trux, violentus, inexorabilis, vastus in cupiditatibus, foedus, crudelis, immanitate etiam fera. Huc accedebat quod, in tanta elatione hominumque despicientia, bellicis in rebus parum se pro hominum opinione veterique dignitate gesserat.

Traduzione:

Mentre, dunque, si trovavano in questa attesa della capitolazione, Baldasino, che era dotato di energia sia fisica che psichica assai disordinata e smisurata e che per futili motivi repentinamente si lasciava trascinare dall’ira e dalla collera, avendo percosso alcuni soldati della cavalleria, alcuni con la lancia, altri con un bastone, si attirò addosso quasi tutto l’esercito in rivolta, mentre gli altri cavalieri e gli ufficiali di cavalleria sopportano assai di malanimo il suo indegno e tracotante comportamento e nell’accampamento risuonano le grida di chi inveiva contro di lui. Egli allora (incapace di dominarsi e intrattabile qual era) dato l’ordine di partenza, repentinamente si precipita fuori dell’accampamento e diretto verso il territorio di Gerace, si accampò sul litorale. In seguito a questo avvenimento, gli altri condottieri, poiché non erano riusciti a placare la sua sfrenatezza e i suoi furori né con le preghiere, né con altri mezzi, congedato il loro esercito, anch’essi se ne tornarono ciascuno al proprio castello e territorio: soprattutto in questa circostanza si constatò che Baldassino il cui nome era famoso in tutta Europa, perché s’era battuto più volte in duello e ne era uscito sempre vincitore, aveva disonorato quella sua ammirevole forza fisica e quella così grande agilità di membra per i difetti del suo animo e per il suo intollerabile carattere e che la natura da cui siamo creati, quasi mai provvede a dotare gli uomini cui conferisce eccezionali forze fisiche di forze morali a quelle adeguate: infatti essa aveva infuso scarsa ponderatezza e in assoluto nessuna moderazione in quest’uomo, il cui animo era feroce, violento, inesorabile, smodato nei desideri, tristo, crudele, di una disumanità addirittura bestiale. A ciò si aggiungeva che con quel suo carattere così arrogante e privo di riguardo per gli altri, durante una campagna di guerra egli s’era comportato in modo poco conforme all’opinione della gente e alla stima di cui prima d’allora godeva.

Note:

Guerra di Calabria [1463-1465]: l’assedio di Seminara fu interrotto a causa delle intemperanze del barone Galeot de Bardaxì. Nel ritratto che ne fa il Pontano, in cui l'immanitas fisica diventa espressione diretta di quella morale, emerge una disumanità quasi bestiale, in netta contrapposizione all'immagine lusinghiera che del barone forniva Bartolomeo Facio: cfr. DbN, n. 16, p. 344.






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