Scheda opera
Codice opera: DbN
Autore: Giovanni Pontano
Link autore: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-pontano_(Dizionario-Biografico)/?search=PONTANO%2C%20Giovanni%2F
Edizione: Giovanni Gioviano Pontano, De bello Neapolitano, a cura di G. Germano, A. Iacono, F. Senatore, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2019 (Edizione Nazionale dei testi della storiografia umanistica, 13)
Periodo di composizione: 1494/95 - 1503
Genere letterario: Storiografia
Traduzione a cura di: Giuseppe Germano, Antonietta Iacono
Excerpta a cura di: Jessica Ottobre
Scheda testo
Riferimento bibliografico: III, 1.20, pp. 341-342
Data: 1463
Luogo: Borrello (Laureana di Borrello), Seminara, fiume Petrace
Testo:

Victor inde exercitus ad expugnanda castra profectus acriter ea aggressus capit. Alfonsus inter dimicandum vallo furtim egressus Burrellum fuga petiit. Hostes castris potiti qua triduum in iis quievere, dum vulneratos curant recensitisque captivis praedam partiuntur. Inde Seminariam profecti duobus circiter passuum millibus ab oppido Petracem ad flumen metantur rati oppidanos deditionem facturos, dum agrorum vastationem minime toleraturi videntur, cum interim exercitus rei frumentariae extrema pene inopia laboraret ut qui armentariae tantum praedae rapto animaliumque aleretur visceribus triticoque subviridi e messibus vixdum maturis excusso eoque aut pruna aut caldariis excocto.

Traduzione:

L’esercito vittorioso allora voltosi ad espugnare l’accampamento dopo averlo con violenza aggredito lo conquista. Alfonso nel combattimento uscito di nascosto dal vallo si dirige in fuga alla volta di Borrello.1 I nemici impadronitisi dell’accampamento vi si riposarono per tre giorni, curando i feriti e dopo aver passato in rassegna i prigionieri si dividono il bottino. Poi partiti alla volta di Seminara a circa due miglia dalla città si accampano sulle rive del fiume Petrace2 convinti che i cittadini si sarebbero arresi, giacché appariva chiaro che essi non sopportassero la devastazione dei campi, mentre in tal frangente l’esercito era tormentato da una estrema mancanza di pane, sicché si cibava solo del bestiame strappato in rapina e delle viscere degli animali e del grano ancora verde colto dalle messi appena appena mature e cotto su braci o dentro caldaie.3

Note:

1 Si descrive l'assedio posto dagli Angioini contro Seminara, dopo la sconfitta di Mase Barrese durante la guerra di Calabria [1463-1465]. Borrello, dove si reca Alfonso Centelles, si colloca nell'attuale comune di Laureana di Borrello.

2 Sul fiume Petrace, a una quota più bassa rispetto a Seminara, gli Angioini avrebbero posto il loro campo nei primi di luglio 1463. 

3 L’esercito versava in uno stato di profonda indigenza, prosciugato dalla fame che ne aveva fiaccato ogni energia.








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